Continua il nostro viaggio nel mondo del
calcio femminile. Questa settimana abbiamo incontrato Nuria
Guardia Pulido, centrocampista offensivo del Torino Calcio Femminile.
Spagnola, 22 anni, Nuria è una delle protagoniste del
buonissimo avvio di stagione della sua squadra. 
Nuria, come hai
deciso di fare la calciatrice?
«Avevoundici anni, ero lì in Spagna coi miei genitori e avevo
deciso che volevo provare a far parte di una squadra. Prima di
allora non avevo ancora giocato in nessuna squadra, ma sempre per
strada, coi miei amici. Poi all’età di undici anni ho detto ai miei
genitori di questo mio desiderio e così ho iniziato».
E la tua prima squadra è stata il San
Gabriél…
«Giusto, il San Gabriél. Una squadra di Barcellona che faceva la
Serie A2. Ho giocato lì fino ai diciotto anni quando poi sono venuta
in Italia».
Quale differenza hai trovato tra il calcio
femminile spagnolo e quello italiano?
«Quello spagnolo è un calcio molto più tecnico, a differenza di
quello italiano che si basa più sull’aspetto fisico e tattico. Io,
personalmente, preferisco quello spagnolo per le mie
caratteristiche. Però devo dire che mi piace tanto anche quello
italiano anche se è un po’ più aggressivo e di conseguenza più
tattico».
Quindi non hai trovato particolari
difficoltà ad ambientarti…
«No, anzi, proprio per questo ho trovato molta difficoltà. Le mie
caratteristiche sono altre: privilegio la tecnica al gioco fisico,
anche perché sono piccola fisicamente. Per cui l’inizio non è stato
facile».
In Spagna hai giocato da trequartista e, a
volte, anche da seconda punta. Qui, invece, ti hanno spostato
sull’estrema sinistra. Quale tra questi ruoli preferisci?
«Trequartista, senza dubbio (ride, ndr)!».
Hai un sogno da realizzare, calcisticamente
parlando?
«In questo momento vorrei vincere il campionato e la Coppa Italia
col Torino. Quando giocavo nel mio paese il mio sogno era la
promozione col San Gabriél».
C’è un ricordo della tua carriera a cui seiparticolarmente legata?
«Ce ne sono tanti. Una cosa che, però, non dimenticherò mai è quando
noi del Torino l’anno scorso abbiamo perso la semifinale di Coppa
Italia contro il Bardolino per 3 a 2. Meritavamo di vincere, avevamo
dato tutto, le avevamo messe in difficoltà, ma è andata male. Però
la coppa la vinciamo sicuramente quest’anno (ride, ndr)».
Come vedi il mondo del calcio femminile?
«Sta crescendo, non c'è dubbio. Ma penso che la cosa più importante è che le istituzioni credano in questo mondo, come fanno i paesi del Nord d'Europa. Che i mexxi di comunicazione si devono implicare molto di più, che i club maschili di Serie A o B aiutassino alle sue squadre femminili. Si ha fatto tanto, ma c'è da fare molto di piùr». |